FUMETTI

giugno 18, 2007

SPUNTA IL RITRATTO DI ANDREA PAZIENZA, MA SONO TANTI CHE RACCONTANO LA STORIA DISEGNANDO

Il 4 aprile del ’77 “le straordinarie avventure di Pentotal” si affacciarono nelle edicole, dalle pagine di “Alterlinus”. Pazienza Andrea, pugliese cresciuto a Pescara, classe 1956, che le aveva disegnate mentre sotto le sue finestre di fuori sede bolognese del Dams infuriava il Marzo 1977, volle aggiungervi un ultima tavola dove lo stesso autore confessava il suo terrore di restare tagliato fuori da quello che sembrava un’ inizio. C’era Radio Alice che parlava una torretta di autoblindo puntata sul lettore e un brandello di bandiera dedicato a Lorusso: “è vivo Francesco e lotta in mezzo a noi”. Pazienza inizia così a mettere in scena se stesso e la sua generazione lasciando irrompere negli ambiti del fumetto, un ibrido irripetibile di pittura, satira politica, letteratura disegnata, underground e lingua volgare dei giovani proletari fuori sede. Andrea andrà via senza salutare nel ’88.

Se il decennio in questione si era aperto con “Linus”, adesso la rivista milanese non si bastava più e si faceva “Alter”. “Eureka”, la più potente rivale, avrebbe svoltato bruscamente a sinistra.

Il fumetto strabordava dagli ambiti tradizionali, autori e lettori ormai erano coetanei e crescevano insieme e strabordando cambiava insieme agli altri media. “Re Nudo”, tempio mensile della contro cultura, prima di trascolarsi in arancione, lasciava debuttare l’algido Lorenzo Mattotti oggi super star dell’ illustrazione mondiale, e Filippo Scozzari, in mezzo a citazioni di undergroud USA e cose di Francia (“Metal Hurlant”, “l’echo des savanes”, “Fluide glacial”, “Hara Kiri”) dove gli autori avevano preso ad autoprodursi per non subire condizionamenti di editori e poteri. Finanche il serissimo settimanale della FGCI, si dotò di supplemento fumettistico. Mai più senza fumetti che in questo periodo sono il mezzo migliore per definire “gli altrove”: intercettando i nuovi linguaggi giovanili e i fermenti poitici per visualizzare le utopie narrative di fantasy e fantascienza, specialmente. L’ondata  grafica francese, i “disegnatori onirici”, fu ereditata in Italia grazie ad Alter che recise ogni parentela con Linus e cominciò a tradurre gli Humanoides Associes, tra cui spiccava un certo Moebius, ebbe a dire il nostro Paz traendone l’influenza tra i sui pennarelli e quelli di certi sui colleghi al pari di Jacovitti, Karl Barks di Paperino, Pratt, Crepax, Milton Canif e Will Eisner. Ma a ben guardare la pubblicità sulle pagine di Re Nudo e di Ciao2001 si evince che il circuito alternativo più o meno autoprodotto è ormai un  mercato maturo, così nella mazzetta ideal tipica di quei giorni, tra Lotta Continua, Quotidiano dei lavoratori, Muzak, Gong, spunta Cannibale, ogni riferimento allo sballo da erba è assolutamente voluto, reperibile nel canale distributivo abituale di stampa alternativa. Erano  Stefano Tamburini e Massimo Mattioli che vollero farsi indipendenti e sperimentare. Mattioli disegnatore dei coniglietti rosa del Giornalino e Tamburini cultore dell’underground e padre di RanXerox. Attratti come una calamita arrivarono Paz e Scozzari e Tanino Liberatore. È su queste pagine irregolari che debuttarono le “avventure della boccia Ernesta”, una molotov corteggiata da un lacrimogeno del II Celere.

In tutta Europa il medium si sviluppa intorno alle riviste e inizia a subire la concorrenza della tv che ne ridimensiona il mercato e gela le innovazioni. “Fra il ’77 e il ’78 (scrive Luca Boschi) nascevano fumettisticamente  gli anni Ottanta, quelli che sulle ceneri della creatività espressa dal movimento politico, musicale e artistico giovanile, avrebbero costruito le riviste e gli albi patinati destinati a costellare ben presto le edicole”.

Novembre del 1980: “Frigidaire”. Fumetti, satira, reportages controcorrente, andranno avanti per buona parte del nuovo decennio e lasciando intravedere, oltre ai “cannibali”(tamburini morirà cinque anni dopo) anche Giorgio Capinteri, Lorenzo Mattotti, Giuseppe Palumbo, Massimo Sembrano, Stefano Ricci….e altri. Una breve ed intensa storia sperimentale, Socrate’s Countdown, porta la firma di Magnus; è qui che cresceranno Zanardi e RanXerox, qui che volerà basso Joe Galaxy, gallinaccio sexysplatter e sbocciato di Mattioli.

“scrivere un soggetto per le matite di Tamburini -giurano i Wu Ming- sarebbe stata  una grande esperienza. Ci spingiamo fino a dire che senza “Cannibale”, “il Male” e “Frigidaire” probabilmente noi non saremmo da nessuna parte”.

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